CAPELLI: se non ricrescono quale futuro?


calvizie prp

Un problema ricorrente sia negli uomini che nelle donne e’ la caduta dei capelli ovvero quel fenomeno che chiamiamo diradamento del cuoio capelluto fino ai casi più estremi di Alopecia.

I capelli hanno un ciclo vitale ben definito in tre fasi: Anagen (fase di crescita), Catagen (fase di involuzione) e Telogen (fase di riposo).

Il numero dei follicoli piliferi è determinato fin dalla nascita dalla genetica e si va da un numero variabile di 150 mila follicoli nei soggetti biondi , circa 100/110 mila negli scuri e castani e circa 85/90mila follicoli nei rossi.

Nella fase Anagen al tempo 0 troviamo il 90% dei capelli contro  l’1% in fase  di transizione e il 9% in fase di riposo, la durata di quest'ultima fase si attesta intorno ai tre mesi periodo dopo il quale il ciclo vitale del capello ricomincia successivamente alla sua caduta.

Per Alopecia intendiamo la perdita di peli o capelli in aree circoscritte o diffuse che può essere anche aggravata da atrofia o distruzione del follicolo pilifero.

 

In che modo il TESTOSTERONE è responsabile della caduta dei capelli e della loro NON ricrescita?

Nei follicoli piliferi viene prodotta una sostanza, il DHT (diidrotestosterone) a partire dall’ormone maschile testosterone: il DHT che  non avendo recettori specifici a livello dei follicoli determina la calvizie.

 

Ma quale è la soluzione terapeutica?

Sicuramente l’autotrapianto di capelli resta tra le tecniche più utilizzate e di successo.

Si tratta di un intervento ambulatoriale vero e proprio e consiste nel recuperare dal cuoio capelluto della stessa persona un certo numero di follicoli e di reimpiantare gli stessi nelle aree di impoverimento follicolare con tecnica mini e microchirurgica.

In che consiste l’intervento?

In anestesia locale e con leggera sedazione si asporta una striscia sottilissima di cuoio capelluto da una zona nascosta laterale o posteriore del capo, successivamente si isolano i follicoli mantenendoli vitali e si reimpiantano rapidamente nelle zone di diradamento.

I risultati, spesso non definitivi, si otterranno dopo circa tre mesi dopo dall'intervento.

 

Quali altre procedure non chirurgiche possono essere suggerite?

L’ultima frontiera nella lotta alla calvizie è l’uso dei fattori di crescita autologhi.

In cosa consiste tale procedura?

La tecnica consiste nell'eseguire un prelievo di sangue del paziente, centrifugare il sangue per ottenere un plasma arrchito di piastrine (PRP) che verrà poi iniettato nel cuoio capelluto assolutamente dello stesso paziente per aumentare l'attività biologica tessutale dei bulbi piliferi silenti ma non atrofici.

Quante sedute dovranno essere effettuate per vedere dei risultati?

Occorrono da quattro a sei sedute , una seduta al mese per le prime quattro sedute poi l’intervallo si allungherà nella fase di mantenimento.

Che ruolo svolge l’alimentazione?

Molto utili le sostanze presenti in natura quali Licopene, Biotina, Vit C, Vit E, B, B5 e B8.

Nei trattamenti “urto” in caso di cadute stagionali un valido aiuto viene dato da sostanze come la serenoa repens che agisce sui meccanismi ormonali che sottendono al fenomeno.

Quale importanza svolge la terapia antinfiammatoria?

Di fondamentale importanza è interferire sui processi infiammatori a carico dei follicoli non tanto con terapie mediche anti- infiammatorie ma utilizzando procedure tecnologiche all'avanguardia come la FOTOBIOMODULAZIONE.

In che consiste?

L’ uso terapeutico della luce ha trovato nella terapia della calvizie l’uso più giusto dando risultati soddisfacenti e duraturi nel tempo.